Carbossiterapia antalgica

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La Carbossiterapia si distingue per lutilizzo dell’anidride carbonica somministrata allo stato gassoso per via sottocutanea a scopo terapeutico.
L’anidride carbonica (CO2) è un gas che non odora e incolore e rappresenta con l’acqua il prodotto finale del metabolismo degli esseri viventi.

Azione della Co2

La Co2 si insinua sul microcircolo, migliorando patologie sia di natura veno-linfatica che muscolo-scheletrica, con una tripla azione:

  1. riapre per effetto meccanico i capillari chiusi
  2. riattiva i capillari con problemi di funzionamento
  3. aumenta la percentuale di O2 nei tessuti

La stretta affinità dell’anidride carbonica con l’emoglobina facilità il meccanismo di ossigenazione dei tessuti
Quando nei tessuti corporei aumenta la concentrazione di anidride carbonica (CO2) l’emoglobina stessa reagisce cedendo tutto l’ossigeno (O2) che lega dando una iper-ossigenazione tissutale.
La microcircolazione viene dunque riabilitata con il trattamento basato con la carbossiterapia, la quale agisce su quei fattori che, a breve e lungo termine, regolano il flusso ematico tessutale locale.

La carbossiterapia determina:
un aumento della velocità del flusso ematico tessutale locale;
un aumento dell’entità del letto vascolare della microcircolazione tessutale (angiogenesi vera e/o falsa).

Infiammazione

L’infiammazione (flogosi) non è altro che il gruppo delle alterazioni che si verificano in un’area dell’organismo colpita da un danno di intensità tale da non incidere sulla vitalità di tutte le sue cellule. Il danno è causato da: agenti fisici (traumi, calore), agenti chimici (acidi ecc.), agenti tossici e da agenti di natura biologica (batteri, virus ecc.). La risposta al danno è data dalle cellule che sono sopravvissute all’azione di esso. L’infiammazione è una reazione prevalentemente locale.

Angioflogosi

L’angioflogosi si localizza in corrispondenza della parte periferica del sistema circolatorio, proprio quel distretto vascolare che include la rete linfatica terminale, che ha l’incarico di contribuire con ossigeno e sostanze nutrizionali ai tessuti e a rimuovere l’anidride carbonica e i cataboliti. Quando un’azione infiammatoria colpisce la zona di un organo, una parte delle cellule va in necrosi o viene più o meno danneggiata seriamente con i detriti cellulari provocando una stimolazione flogogena alle cellule rimaste indenni. La conseguenza è che si verificano una serie di eventi che coinvolgono il microcircolo:

  • vasocostrizione di brevissima durata (10-20 sec.), mediata dalla branca simpatica del sistema nervoso vegetativo (liberazione di catecolamine); essa può anche mancare e non gioca un ruolo significativo;
  • vasodilatazione, provocata dal rilassamento delle fibrocellule muscolari lisce presenti sulla parete delle arteriole terminali;
  • iperemia attiva, dipende dal cedimento degli sfinteri precapillari e dalla dilatazione della parete arteriolare, che consente un maggiore;
  • afflusso di sangue nel microcircolo causando la comparsa dei sintomi calor e rubor;
  • iperemia passiva indotta dal rallentamento della velocità del sangue nel microcircolo;
  • migrazione (diapedesi) dei leucociti, cioè fuoriuscita di queste cellule dal compartimento ematico in quello extravascolare dove sono richiamate da particolari citochine fornite di attività chemiotattica dette chemiochine e da numerosi altri fattori chemiotattici;
  • formazione dell’essudato, costituito da una parte liquida e dalle cellule in esso sospese. La parte liquida del sangue fuoriesce dai vasi per aumento della pressione idrostatica, dovuta all’iperemia e per riduzione della pressione colloidosmotica dovuta alla ridotta concentrazione delle plasmaproteine che, accumulandosi all’esterno dei vasi, contribuiscono all’ulteriore richiamo di acqua in questa sede. La presenza dell’essudato determina la formazione dell’edema infiammatorio ed è responsabile del sintomo tumor;
  • fagocitosi dei detriti cellulari e dei micorganismi da parte dei fagociti a cui segue la risoluzione o cronicizzazione del processo infiammatorio.

Oltre il 35% dei pazienti soffre di patologie osteo-artro-mio-fasciali.

Curare i pazienti in modo naturale e biologico e senza effetti collaterali.

Origine del dolore infiammatorio
Questo tipo di dolore è legato alla presenza di un fenomeno infiammatorio a carico di varie strutture (cute, articolazioni, ossa, tendini, muscoli, fasce, rivestimenti sierosi) ed alla conseguente attivazione dei nocicettori periferici.

Indicazioni

  • Tunnel carpale
  • Tendiniti dell’achilleo
  • Epicondilite
  • Trattamento dei trigger points e dei tender points
  • Gonalgie
Cervicalgie, lombalgie
  • 
Tendiniti, peritendiniti
  • Conflitti cuffia rotatori

Controindicazioni

  • Epatite cronica attiva, epatite acuta, cirrosi
  • Anemia grave
  • Pazienti in cura chemioterapica
  • Insufficienze cardiache, renali, respiratorie
  • 
Ipertensione arteriosa grave
  • Pregressi ictus cerebrali
  • Insufficienza arteriosa grave
  • Trombosi, troboflebiti, embolie
  • Pregresse erisipela
  • Pazienti in cura con inibitori anidrasi carbonica

Dettagli delle strumentazioni

La metodica terapeutica realizzata con CO2 therapy permette il controllo della sterilità e del sistema di attivazione dell’anidride carbonica.
L’elettronica intelligente di questa tecnologia, consente infatti:

  • Pre riscaldamento del gas andidride fino a 42°C prima che venga iniettato nella cute, con notevole riduzione del dolore e bruciore
  • Controllo della purezza e quantità del gas oltre la velocità di somministrazione
  • Analisi delle variazioni di resistenza nei tessuti permettendo la riproducibilità dei risultati terapeutici
  • Gestione tramite software della riduzione del dolore a livello locale attraverso il controllo della temperatura del gas in uscita
  • Programmi pre-impostati
  • Tubi di Erogazione in confezione sterile usa e getta senza aghi

I nostri contatti

  • STUDIO

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